Il Duomo di Bolzano

Siamo a Bolzano, capoluogo altoatesino, considerato la porta delle Dolomiti; luogo di convergenza della cultura tedesca e di quella italiana si trova adagiato all’interno di un’ampia conca, circondato da verdi colline ricoperte da vigneti. 

Bolzano sorge a 265 metri s. l. m., con una popolazione che non supera i 100.000 abitanti, nel punto in cui confluiscono la Valle Isarco, la Val Sarentino e la Valle dell’Adige. 

Le sue origini sono antichissime, anche se il centro storico è riferibile al XII secolo e costellato da forme artistiche diverse e tutte di grande bellezza.

Il tessuto urbano di questa splendida città è caratterizzato da diversi stili architettonici: Barocco, Rococò, Neo Gotico, Neo Romanico, Jugendstil (detto anche stile Secessionista, corrente artistica affermatasi in Germania e Austria tra gli anni ’90 dell’Ottocento e l’inizio della Prima guerra mondiale, che in Italia venne chiamata Liberty). 

Bolzano, circondata dai verdi prati del Talvera che offrono pace e ombra a turisti e cittadini, offre agli occhi di chi la visita meravigliosi scorci quali piazza Walther, piazza delle Erbe, piazza della Vittoria, la via dei Portici, la chiesa dei Francescani con il suo interessante chiostro e, soprattutto, il Duomo di Santa Maria Assunta, oggetto di questo articolo.

Ci troviamo nel cuore della città, di fronte piazza Walther, in quella conosciuta come piazza della Parrocchia, dove ciò che immediatamente colpisce è, intanto, il tetto dell’edificio religioso composto da scintillanti piastrelle in verde e oro ma, in particolar modo, lo splendido campanile filigranato, alto 65 metri. Iniziato nel 1100 esso fu completato tra il 1500 e il 1519 dallo scalpellino svevo Hans Lutz von Schussenried, su progetto del capomastro della Cattedrale di Augusta, Burkhard Engelberg. 

La tradizione narra che la magnifica costruzione fosse costata molto denaro, tanto che i ricchi mercanti di Bolzano per sovvenzionare l’opera avrebbero portato le monete necessarie entro forzieri. La torre campanaria, che sembra voler giungere sino in cielo, è aperta da finestre ogivali e archi rampanti, e risulta poggiare su una base quadrata di origine romanica.

Sul muro esterno del campanile vi sono due affreschi che rappresentano una monumentale Crocifissione, opera di un maestro veronese che la dipinse alla fine del Trecento, e un Uomo che cade colpito da una campana. Questo curioso personaggio, dotato di bastone, bisaccia e conchiglia di Saint Jacques sul cappello, si chiama Ulrico, così come appare scritto su un’iscrizione in cui è rivelata anche la data di esecuzione dell’affresco, 1400. Si tratta sicuramente di un viandante diretto a Santiago di Compostela, meta di pellegrinaggio molto frequentata in epoca medioevale.

Ancora esternamente il Duomo presenta, proprio dalla parte che affaccia su piazza Walther, posizionato sul lato settentrionale del coro, la Porticina del vino, “Leitacher Torl” considerata uno dei più bei portali gotici di tutto il Tirolo. Tale curioso appellativo deriva da un privilegio concesso nel lontano 1387, attraverso il quale, esattamente in questo luogo, era consentita la vendita del vino, fra le più importanti risorse economiche del tempo. L’opera scultorea fu realizzata nel XIV secolo dal lapicida Martin Schiche di Augusta, formatosi presso la scuola degli scultori tedeschi Parler.

Il repertorio iconografico mostrato nelle statue, collocate al di sotto di edicole gotiche, è davvero ricco e particolare: il gruppo dell’Annunciazione, la Madonna con il Bambino, il Cristo che mostra la ferita nel costato. 

Le figure, però, maggiormente interessanti si trovano nell’intradosso dell’arco e rappresentano un vignaiolo e sua moglie con tralci di vite, simboli perfetti del tema rappresentato. 

All’origine della fondazione del Duomo di Bolzano vi sarebbe un evento miracoloso, tramandato nelle cronache dell’epoca, in cui si narra che un carrettiere, sentite delle grida di aiuto, si fosse avvicinato alla riva di una palude trovandovi una statua della Vergine che allatta il Bambino.

Su questo luogo venne innalzato un edificio primitivo, dedicato inizialmente alla Madonna della Palude, e l’originale simulacro in marmo è ancora oggi conservato nella cappella absidale dell’attuale Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta. Anticamente vi era qui una domus, centro di riunione della prima età cristiana, che assunse nel corso del V e VI secolo le forme di una basilica. 

Successivamente all’ascesa culturale ed economica di Bolzano la chiesa fu ampliata per divenire simbolo del potere della nuova borghesia nascente; l’anno 1184 segna l’inizio di questa impresa ad opera di maestranze lombarde che portano a termine la costruzione nel 1222. 

Questa basilica era contraddistinta da una conformazione quadrangolare e divisa in due navate per mezzo di colonne. Vi era una maestosa torre con mura che avevano il compito di difendere la chiesa dalle inondazioni del fiume Isarco.

Cento anni dopo quello che era un edificio romanico, di cui restano le fondamenta visibili all’interno, lascia il posto ad una nuova costruzione realizzata seguendo i dettami dell’architettura gotica. La Cattedrale viene rivestita esternamente dai fratelli Schiche di Augusta, di marmo rosso della Val Gardena e giallo della Bassa Atesina, e decorata da doccioni e balaustre elegantemente cesellati. 

Il Duomo viene gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, nella fase di restauro che prende inizio nell’autunno del 1948, tornano alla luce diversi resti riferibili almeno a tre edifici religiosi differenti, databili tra il IV secolo d.C. e il XII secolo d.C. insieme ad una lapide di epoca romana. Questi rinvenimenti danno uno nuovo slancio alle scoperte relative alla storia della Cattedrale. 

Si è compreso che l’edificio costruito in epoca paleocristiana venne rimpiazzato da una seconda costruzione realizzata intorno al IX secolo, come conseguenza delle invasioni barbariche che stavano flagellando l’intera penisola italiana. Alcuni ritrovamenti effettuati durante l’ultima campagna di restauro hanno avvalorato tale ipotesi: si tratta di frammenti di affresco eseguiti in età carolingia e lacerti di muro più lungo rispetto all’edificio paleocristiano. Intorno al 1180 fu consacrata una terza chiesa in stile romanico, in coincidenza con il risveglio economico che interessò l’area intorno Bolzano.

Al Duomo, caratterizzato da una semplice facciata a capanna con rosone centrale, si accede tramite un protiro tardo romanico, sostenuto da leoni stilofori. Internamente l’edificio religioso presenta le caratteristiche di una gotica Hallenkirche, letteralmente chiesa a sala, costituita da una navata centrale della stessa altezza delle navate laterali, con una struttura sorretta da volte a crociera che termina in un profondo deambulatorio. 

La Cattedrale conserva al suo interno un grande capolavoro rappresentato dal pulpito, opera del giovane scalpellino svevo Hans von Schussenried, artefice anche del campanile sopra descritto. A testimonianza dei lavori da lui eseguiti per la Cattedrale rimane una lapide – iscrizione.

Questa suggestiva opera si trova sulla campata della navata sinistra, e venne realizzata con pietra arenaria tra il 1513 e il 1514. Sui quattro rilievi, presenti sulle formelle, sono raffigurati i quattro Padri della Chiesa: sant’Agostino, san Gerolamo, san Gregorio Magno e sant’Ambrogio accompagnati dai simboli degli Evangelisti. Alcuni studiosi hanno evidenziato un particolare molto interessante e cioè la presenza di dodici lucertole, poste alla base delle due colonne che sostengono la struttura.

La lucertola, sia nel mondo greco che in quello romano, era incarnazione dell’immortalità; la sua rappresentazione è frequente nelle tombe di età classica, come animale sacro ad Apollo e associato dai romani alla divinità Salus. Divenne con il tempo simbolo di resurrezione grazie al fatto che, nonostante la sua apparente fragilità, questo animale era in grado di far ricrescere la propria coda quando questa veniva recisa.

L’altare maggiore che oggi possiamo ammirare è una costruzione iniziata nel 1716 e terminata nel 1729, che andò a sostituire l’originale altare gotico realizzato nel 1421 da Hans von Judenburg.  Si tratta di una maestosa architettura semicircolare in marmo di Carrara che presenta otto colonne anteposte a pilastri e uno sfarzoso coronamento di statue. Dietro l’altare è collocata la Cappella delle Grazie (edificata tra il 1743 e il 1745), che conserva al suo interno una delle prime Madonne Lactans della storia dell’arte, databile agli inizi del Duecento.

Interessante è la lastra tombale del conte Guglielmo IV di Henneberg, raffigurato nella sua armatura gotica tedesca; egli morì nel 1480, dopo essere tornato da un pellegrinaggio a Roma. Il più antico dipinto murale conservato nel Duomo di Santa Maria Assunta è rappresentato da una Crocifissione con i donatori che campeggia nella lunetta del portale laterale romanico; l’opera fu realizzata nel Duecento in ambito nordico.

Molti lacerti di affreschi sono conservati nella navata meridionale e sono riferibili alla pittura trecentesca del territorio; tra essi ricordo il ciclo di Santa Margherita in stile gotico, il San Venceslao databile tra il 1320 e il 1325 e testimonianza del primo giottismo, fino agli affreschi riferibili alla fine del Trecento e raffiguranti la Psicomachia, San Martino e il povero e l’Adorazione dei Magi. 

All’interno di quella che un tempo era la prepositura (antica sede del parroco) si trova il Tesoro del Duomo di Bolzano, una delle più corpose raccolte di arredi sacri di età barocca del territorio tirolese; l’area espositiva comprende quattro aree disposte su 220 metri quadrati. Si possono ammirare preziosi manufatti di oreficeria databili al XVIII secolo, ricchi paramenti liturgici, numerose reliquie e gonfaloni dipinti da noti artisti. Tra gli oltre cento oggetti in esposizione spicca un ostensorio dorato, alto 136 cm. e che pesa ben 13 kg. Grande attenzione è riservata alla storia della comunità parrocchiale bolzanina e, più in generale, agli usi liturgici dell’intera Chiesa cattolica. 

 

Anche in questo articolo vi proponiamo alcune visite ed escursioni nel territorio, considerando che ancora alcuni di voi sono in vacanza ed altri si stanno accingendo ad andare

    

Visita guidata di Bolzano   €10

Scoprite una delle città più emblematiche del Trentino Alto-Adige con questa visita guidata di Bolzano. Una full immersion di storia, cultura ed enologia!

 

Tour gastronomico di Bolzano   79€

Canederli, pretzel, strudel… Le leccornie della cucina altoatesina sono tante e buonissime. Scoprile e assaggiale con noi in questo tour gastronomico di Bolzano!