Il Museo Storico Navale di Venezia venne istituito, con Regio Decreto, nel febbraio del 1923 presso le antiche Sale d’armi e dei modelli, all’interno dell’Arsenale, il più prestigioso monumento storico navale italiano.
Il Museo nacque per volontà del Capitano di fregata Mario Nani Mocenigo (1875 – 1943), “patrizio veneto” e storico che aveva manifestato, in più occasioni, il suo interesse per le vicende legate al nome di Venezia.
Queste sale erano collocate nell’edificio posto accanto agli ingressi principali dell’Arsenale, dove, attualmente, si trova la biblioteca dell’Istituto di Studi Militari Marittimi; in questa sede erano stati raccolti i modelli delle navi, modelli meccanici e architettonici che, a quell’epoca, sostituivano i disegni di progettazione. Sulla base di questi modelli venivano poi realizzate le imbarcazioni; erano, anche, presenti, artiglierie e “armi da consumo” come fucili e spade.
A partire dal 1800 in questo luogo fu posta, anche, l’armeria del Consiglio dei X, trasferita da Palazzo Ducale dopo il passaggio delle armate napoleoniche nel 1797 durante l’occupazione francese, insieme ad una serie di oggetti riferibili alla marineria veneziana e poi italiana.
Tra il 1921 e il 1922 le armi del Consiglio dei X vennero consegnate alla Soprintendenza per essere riportate nella loro sede originaria, mentre i cimeli navali e tutto ciò che era già presente in Arsenale rimase al suo posto.
Sempre agli inizi del Novecento fu decisa la creazione, oltre che del Museo Storico Navale, anche di un Museo Tecnico Navale con sede nell’Arsenale di La Spezia.
A Venezia vennero esposti tutti gli oggetti di interesse storico e artistico mentre a La Spezia furono concentrati quelli a carattere prettamente tecnico.
L’importante perdita delle armi appartenute al Consiglio dei X fu compensata dall’arrivo di un ingente quantitativo di cimeli e ricordi della Prima Guerra Mondiale che determinò la nascita di una nuova realtà museale.
Nel 1964 il Museo venne trasferito in quella che è la sua sede attuale, a San Biagio, all’interno di un ex granaio del Quattrocento che per oltre tre secoli aveva custodito la farina necessaria alla produzione del biscotto salato, particolare tipo di pane a lunga conservazione, che costituiva la razione di bordo della ciurma durante le lunghe traversate.
Il Museo, proprietà del Ministero della Difesa e custode dei valori e della cultura della Forza Armata, si estende in un’area espositiva di 6000 mq riservata alla storia della Repubblica Serenissima di Venezia, della marineria veneziana e della Marina Militare. Lo spazio comprende 42 sale distribuite su 5 piani, insieme al Padiglione delle Navi posto nell’antica officina dei remeri.
Questo luogo, che dal 1983 fa parte del Museo, nel Cinquecento fungeva da officina di abili artigiani che realizzavano lunghi remi, con legni selezionati e pregiati, destinati alle galee e galeazze. Qui si riunì per dieci anni il Maggior Consiglio in quanto nel 1577 un incendio rese inagibile il Palazzo Ducale e la Chiesa di San Biagio.
All’interno di una superficie di 3000 mq sono accolti cimeli fondamentali nella storia della navigazione moderna; tra di essi spiccano le tipiche imbarcazioni utilizzate in laguna come gondole, scafi da lavoro e barche da pesca.
Sono, anche, presenti navi da guerra, l’apparato motore della motonave Elettra (nave laboratorio su cui Guglielmo Marconi realizzò, a cavallo delle due Guerre Mondiali, numerosi esperimenti di radiofonia), il panfilo di Guglielmo Marconi e lo splendido scafo della Scalè Reale.
Nel percorso espositivo è inclusa anche la visita del Sommergibile Enrico Dandolo, intitolato al doge che governò Venezia dal 1192 al 1205, famoso sottomarino progettato durante la Guerra Fredda.
Si tratta di una unità militare lunga 46 metri e larga 5 metri, conosciuta come “submarine – submarine killer”, SSK, costruita per scovare gli altri sottomarini; apparteneva alla classe Toti, una serie di battelli realizzati tra il 1965 e il 1968 dall’Italia che intendeva, in questo modo, dare una risposta concreta alle sfide della Guerra Fredda.
Tornando alla storia del Museo Storico Navale esso venne inaugurato nel giugno del 1964 e negli anni che seguirono non avvennero modifiche sostanziali del suo assetto degli anni Sessanta.
L’allestimento attuale segue quello originario della riapertura; al piano terra sono esposti gli oggetti che per il loro peso non possono essere trasportati ai piani superiori. Al primo piano si trovano le antiche marinerie italiane, al secondo i cimeli relativi alla Marina militare dal 1860 ai giorni nostri.
A partire dal 1968 al terzo piano venne collocato ciò che riguardava la marina commerciale, da trasporto e da diporto e diverse testimonianze antropologiche come gli ex – voto; la Sala Svedese e la Sala delle conchiglie furono inaugurate al quarto piano negli anni ’80.
La Sala delle giunche cinesi è contemporanea alla riapertura avvenuta nel 1964.
Il Museo Storico Navale di Venezia si basa essenzialmente su tre collezioni principali che hanno come punto in comune il tema navale: quella della Marina Militare, quella della marina italiana e quella della marina veneziana.
Da un lato viene affrontato l’aspetto storico – locale, che ha come tema principale Venezia e la laguna ed è strettamente connesso alla storia dell’Arsenale, dall’altro lato c’è l’aspetto militare – nazionale a rappresentare la Marina e, più in generale, la storia d’Italia relativa, soprattutto, alle due Guerre mondiali.
Gli oggetti in esposizione provengono da diverse aree geografiche come, prima di tutto, Venezia e la sua laguna e poi il Veneto, la penisola italiana, il bacino del Mediterraneo, l’Europa e l’Oriente.
I beni risalgono al XVIII, XIX e XX secolo, con alcuni pezzi più antichi, risalenti al Medioevo, al Cinquecento e al Seicento. Il piano terra e il primo piano conservano pezzi relativi all’artiglieria navale e da fortezza come una serie di archibugi. L’archibugio è un’arma da fuoco che può ritenersi la prima e vera arma portatile capace di garantire grande precisione nel tiro.
Sempre in queste sale è possibile ammirare la sciabola appartenuta a Giuseppe Bavastro (1760 – 1833), il corsaro italiano più celebre della storia, che con la sua splendida sciabola ottenne ricchi bottini depredando le navi mercantili inglesi nel Mediterraneo.
Egli fu al servizio di Napoleone e anche di Simon Bolivar lungo le coste dell’America latina. Un’altra sciabola qui esposta è quella donata al Museo, nel 1947, dagli eredi di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta il quale fu al comando della terza Armata del Regio Esercito e venne soprannominato “Duca invitto” per il coraggio avuto durante le battaglie dell’Isonzo.
Continuando il percorso espositivo il pubblico incontra diversi plastici del XVI e del XVII secolo che riproducono le antiche fortezze veneziane dell’Adriatico e dell’Egeo.
Quando fu aperto ufficialmente, il Museo conservava 20 plastici di fortezze e località dei domini della Serenissima; oggi ne rimangono 18 in quanto due vennero ceduti all’Istituto Storico di Cultura dell’Arma del Genio, quelli di Orzinuovi e di Peschiera.
Sono poi esposte ricostruzioni storiche di una galea da guerra, di una galeazza che fu protagonista della battaglia di Lepanto del 1571, e del Bucintoro del doge.
Il Bucintoro era la grande imbarcazione da parata impiegata dal doge in occasione dello Sposalizio del mare; si trattava di una solenne cerimonia che veniva celebrata una volta l’anno ed era legata all’anello d’oro regalato, nel 1177, da papa Alessandro III al doge per sancire il matrimonio tra Venezia e il mare.
Il primo Bucintoro fu realizzato nel 1277 mentre l’ultimo, varato nel 1728 e distrutto nel 1797, venne riprodotto grazie al modello fatto realizzare nel 1828 dal marchese Amilcare Paolucci delle Roncole, comandante della Marina.
Proprio questo modello è presente nelle collezioni del Museo Storico Navale di Venezia. Uno dei pezzi più interessanti conservati all’interno del Museo è il siluro a lenta corsa della Seconda Guerra Mondiale, utilizzato per caricare esplosivo al di sotto delle navi nemiche senza che fosse possibile sentirlo, grazie al motore elettrico estremamente silenzioso che veniva manovrato da due subacquei posti a cavallo del siluro.
Il 19 dicembre 1941 sei uomini coraggiosi riuscirono, con l’impiego di questo siluro, a infliggere considerevoli danni alla base britannica ad Alessandria d’Egitto, colpendo le corazzate Valiant e Queen Elisabeth, il cacciatorpediniere Jervis e la petroliera Sagona.
Il barchino esplosivo, conosciuto come M.T.M, mezzo d’assalto della Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale, venne prodotto soltanto in 100 esemplari.
Oggi ne rimangono tre: uno conservato al Museo Storico Navale di Venezia, un altro al Museo della Marina Militare della Spezia e il terzo al Museo della Tecnica e della Scienza di Milano.
Il mezzo si compone di un cilindro detto “cartocciere”, posizionato sulla prua, che poteva trasportare 300 kg di tritolo; tra il 25 e il 26 marzo 1941 un M.T.M riuscì ad affondare l’incrociatore britannico HMS York e la petroliera Pericles.
Negli spazi espostivi del Museo sono presentati al pubblico splendidi modelli di galeoni, riprodotti in scala 1:70. Queste imponenti navi solcavano, un tempo, gli oceani e si resero protagonisti di vicende leggendarie. Tra i modelli presenti ricordo quello del Vascello La Couronne voluto dal cardinale Richelieu, primo ministro di Luigi XIII. Questa grande nave militare fu varata nel 1636.
Al terzo piano un’intera sala è dedicata alle gondole, tipiche imbarcazione della laguna veneta.
Tra di esse spicca, in esposizione, la gondola privata di Peggy Guggenheim che aveva un gondoliere personale, rimasto in attività fino al 1980.
A differenza delle normali gondole questa presenta un particolare rivestimento e il felze, una sorta di piccola cabina che consentiva alla sua proprietaria di viaggiare riparata.
Celebre è l’immagine di Peggy Guggenheim mentre si sposta lungo il Canal Grande a bordo della sua gondola, spesso in compagnia dei suoi amati cani.
Per info e prenotazioni:
MUSEO e PADIGLIONE DELLE NAVI
con audioguida inclusa
Intero*
€ 17
Ridotto*
€ 14
Over 65 I Studenti I Gruppi di almeno 10 persone I Docenti scuole (solo sabato e domenica) I Convenzioni I Membri ICOM
Ridotto speciale*
€ 10
Dai 6 ai 26 anni I Residenti del Comune di Venezia I Familiari di 1° grado del personale militare e civile del Ministero della Difesa I Appartenenti alle Associazioni combattentistiche e d'Arma
Scuole senza audioguida
€ 4
Disponibile tutti i giorni [Il docente che accompagna il gruppo ha sempre diritto alla gratuità]
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